Ablazione del tartaro: cos’è e perché è fondamentale per un sorriso sano

Ablazione del tartaro: cos'è e perché è fondamentale per un sorriso sano

L’ablazione del tartaro è uno dei trattamenti più comuni in odontoiatria ed è essenziale per mantenere denti e gengive sani nel tempo.

Molti credono che una corretta igiene orale si limiti a spazzolare i denti e usare il filo interdentale. Tuttavia, anche con una pulizia accurata, è impossibile eliminare completamente la placca nelle zone difficili da raggiungere. Quando la placca si indurisce, si trasforma in tartaro, che non può essere rimosso con il semplice spazzolamento.

A questo punto, una pulizia dentale professionale è indispensabile per rimuovere il tartaro e prevenire complicazioni come gengiviti, carie e altre patologie orali.

Cos’è esattamente l’ablazione del tartaro (o detartrasi)

L’ablazione del tartaro, detta anche detartrasi, è un trattamento di igiene dentale professionale che permette di rimuovere i depositi di tartaro accumulato sia sopra che sotto il margine gengivale.

Il tartaro non è altro che placca batterica che, a contatto con i sali minerali della saliva, si indurisce fino a diventare una sorta di “corazza” calcificata.

Come si forma il tartaro e perché non si può rimuovere a casa

La formazione del tartaro è un processo progressivo e naturale: la placca si accumula, poi si mineralizza, quindi si trasforma in tartaro. 

Alcuni fattori possono inoltre accelerarlo:

  • igiene orale non sempre efficace
  • alimentazione ricca di zuccheri o sostanze pigmentanti
  • predisposizione individuale

A differenza della placca, che è morbida e può essere rimossa anche a casa con un po’ di precauzione, il tartaro una volta indurito aderisce tenacemente e in modo stabile allo smalto, e solo gli strumenti professionali possono rimuoverlo. Cercare di eliminarlo da soli è impossibile, oltre che rischioso.

Rimuovere il tartaro: ecco perché la tua bocca ti ringrazierà

Sottoporsi regolarmente a una seduta di igiene professionale significa investire sulla longevità dei tuoi denti. 

Infatti, eliminare questi depositi ti permette di:

  • avere gengive più forti: niente più rossori o sanguinamenti fastidiosi
  • prevenire le carie, eliminando i “serbatoi” di batteri che attaccano lo smalto
  • rinfrescare l’alito: spesso l’alitosi è causata proprio dai batteri annidati nel tartaro
  • mantenere il bianco naturale grazie all’eliminazione delle macchie superficiali causate da cibo e fumo.

Cosa succede se rimandiamo l’ablazione del tartaro troppo a lungo?

Ignorare l’accumulo di tartaro non è mai una buona idea. 

Nel tempo, infatti, potrebbero insorgere:

  • gengiviti e parodontiti che a lungo andare potrebbero compromettere la stabilità dei denti
  • carie e alitosi cronica
  • problematiche anche su impianti dentali

Tutte condizioni che possono essere prevenute con controlli regolari e sedute di igiene professionale.

Come funziona una seduta di ablazione del tartaro

L’ablazione del tartaro viene eseguita in studio da un igienista dentale o da un odontoiatra.

Durante la seduta vengono utilizzati strumenti specifici:

  • ultrasuoni, che rimuovono il tartaro in modo rapido e delicato
  • strumenti manuali, per rifinire le aree più difficili
  • in ultimo, i denti vengono lucidati per eliminare le macchie superficiali e rendere la superficie più liscia, così da rallentare il nuovo deposito di placca.

Il trattamento interessa sia la parte visibile del dente sia le zone sotto gengiva, dove spesso si accumulano batteri.

L’ablazione del tartaro fa male? Cosa aspettarsi durante la seduta

Questa è ovviamente una delle domande più comuni.

Nella maggior parte dei casi, l’ablazione del tartaro non è dolorosa, ma può causare un leggero fastidio, soprattutto in presenza di gengive sensibili o infiammate.

La sensibilità varia da persona a persona, ma oggi sono disponibili tutte le tecniche (compresa una leggera anestesia locale, se necessaria) per rendere la seduta assolutamente confortevole.

Tempi e frequenza: ogni quanto va fatta l’ablazione del tartaro?

Una seduta dura in media tra i 30 e i 60 minuti, a seconda di quanto tartaro si è accumulato e della situazione gengivale del paziente. 

Per quanto riguarda la frequenza, si consiglia generalmente di effettuare una seduta di detartrasi ogni 6–12 mesi. Tuttavia, sarà il tuo igienista a consigliarti la cadenza ideale in base alla tua salute gengivale e alla velocità con cui il tuo corpo produce tartaro.

Cosa fare dopo la seduta per far durare il risultato

Dopo una seduta di ablazione del tartaro, è possibile avvertire una lieve sensibilità, destinata a scomparire in breve tempo.

Per mantenere i benefici nel tempo è utile:

  • aspettare almeno un’ora prima di consumare cibi o bevande pigmentanti (es. caffè, vino rosso, liquirizia)
  • continuare con una corretta igiene orale quotidiana
  • seguire le indicazioni ricevute in studio e programmare controlli periodici

Proteggere il tuo sorriso è un lavoro di squadra: il dentista pulisce dove tu non arrivi, ma sono i tuoi gesti quotidiani a fare la differenza. Insegnare queste abitudini anche ai più piccoli è il miglior regalo che puoi fare alla loro salute futura.

Ablazione o sbiancamento: facciamo chiarezza

Spesso questi due trattamenti vengono confusi, ma in realtà hanno obiettivi diversi.

→ L’ablazione del tartaro rimuove tartaro e macchie superficiali e ripristina il colore naturale dei denti.

→ Lo sbiancamento dentale professionale agisce invece sul colore dello smalto per rendere i denti più bianchi.

I due trattamenti sono complementari e possono essere combinati per migliorare salute ed estetica del sorriso, ad esempio integrando un trattamento di:

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